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PER UNA MIGLIORE CONSULTAZIONE DEL BLOG, CONSIGLIO A TUTTI I VISITATORI DI UTILIZZARE LE RUBRICHE POSTE IN ALTO ALLA PAGINA. LA PRESENZA, NEL "DIARIO", DI TUTTI I TAGS INSERITI DI VOLTA IN VOLTA RISULTA ESSERE CAOTICA E NON DI FACILE LETTURA. GRAZIE. BACI E BICI A TUTTI.
 

IPSE DIXIT

  • Il mio rapporto con la bicicletta e' sempre stato di parita': non uno sopra e l'altro sotto, ma tutti e due sopra o tutti e due sotto, dipende da chi cadeva per primo. Francesco Salvi

    FORSE NON TUTTI SANNO CHE:

  • ...secondo la legge vigente in Connecticut è vietato superare le 65 miglia all'ora (104 Km/h) con la bicicletta.
  • ...il santo protettore dei ciclisti è San Fermo. 











    "L'uomo in bicicletta puo' andare tre o quattro volte piu' svelto del pedone, consumando per un quinto dell'energia: per portare un grammo del proprio peso per un chilometro di strada piana brucia soltanto 0,15 calorie. La bicicletta e' il perfetto traduttore per accordare l'energia metabolica dell'uomo all'impedenza della locomozione. Munito di questo strumento, l'uomo supera in efficienza non solo qualunque macchina, ma anche tutti gli altri animali."
    Ivan Illich, Per una storia dei bisogni - I gradi della mobilita' autoalimentata



    Aforisma di Brunella Andreoli - Illustrazione di Jean Blanchaert per ILIKEBIKE


    !! IN BICI A TUTTI I COSTI !!


     BICICLETTA SALVASPAZIO




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    19 maggio 2007

    Il ciclista, migliore amico del piccolo commercio



    Suona strano ma probabilmente, è davvero così. Immaginate se in paesi piccoli come Praia, come Tortora, gli abitanti (circa 5000 cad.), per fare piccole spese, commissioni, per recarsi negli uffici a svolgere chissà cosa, si spostassero con la bicicletta. Di immaginazione c'è ne vuole tanta, però non si può negare il fatto che la vivibilità, soprattutto nei mesi estivi, ne guadagnerebbe non poco; ne guadagneremo in salute (pensate all'enorme riduzione di gas di scarico), ne guadagneremmo in inquinamento acustico al quale siamo assuefatti (niente clacson e rombi d'auto), ne guadagneremmo in contatti sociali (si avrebbe, forse, la possibilità di parlare col prossimo, invece di correre sempre come se il tempo ci sfuggisse), eviteremmo inutili nevrosi da traffico, e magari ne guadageremmo anche economicamente. Non mi soffermo su quanto sia più economica la bici rispetto all'automobile a livello di manutenzione, ma piuttosto sui benefici di cui godrebbero i proprietari e/o i gestori di esercizi pubblici come mini-market, bar, boutique e chi più ne ha più ne metta. Riporto, a supporto di quanto ho detto, l'esperienza di Strasburgo, città francese di circa 80 kmq e che conta oltre 300.000 abitanti. Nel settembre del 1996, sulla rivista della "FUBicy" (Federation Francaise des Usagers de la Biciclette) apparve l'articolo di cui riporto la traduzione integrale:

    La città di Strasburgo ha fatto la scelta di condurre una politica coraggiosa in favore del centro città. Ampi parcheggi esterni, bus, tram frequenti e le zone pedonali hanno trasformato il centro città in città pedonale e ciclistica. I commercianti che un tempo si sarebbero angosciati per l'estensione delle zone pedonali, ora sono soddisfatti per l'aumento dei loro benefici. I clienti sono contenti di andare a piedi in quartieri senza il rumore dei motori, i genitori possono stare tranquilli: i loro bambini corrono meno rischi.
    Anche i ciclisti beneficiano della calma di questi quartieri; la coabitazione tra pedoni e ciclisti è buona, checché dicano coloro che condannano tutto quanto si muove.
    Il pedone non deve spaventarsi quando si vede venire incontro una bici: continui pure il suo tragitto, l'altro gli passerà intorno. Il pedone è prioritario, il ciclista si adatta; il primo segua il suo cammino, l'altro programmerà il suo tragitto di conseguenza.
    Il ciclista organizzato ha in testa o in tasca la lista delle cose da fare nella settimana. Durante gli spostamenti giornalieri ne approfitta per posare due minuti il suo veicolo davanti a quella o quall'altra vetrina per comprare il barattolo di marmellata o il dentifricio che è finito il giorno prima. Inutile aspettare il sabato pomeriggio per la soffocante spesa nel grosso supermercato. Oppure, sul filo dell'improvvisazione, si lascia tentare da una fetta di torta ai mirtilli in panetteria, o da una birra in un dehor,  la bici a due passi.
    Un ciclista può fare da sei ad otto commissioni in un'ora e quindi visitare altrettanti negozi, grazie alla sua mobilità. L'automobilista trasformato in pedone deve prima calcolare il tempo necessario al parcheggio dell'auto (a pagamento), poi deve scendere dalla velocità del suo mezzo meccanico a quella preistorica dell'andare a piedi. Se le sue quattro commissioni previste sono mal disposte nella zona in cui deve andare, dovrà calcolare due ore. Il ciclista, i piedi sospesi nell'aria, accorcia le distanze senza fatica e si ferma davanti al negozio. Come un Re.
    Non andate in bici perché avete paura delle auto? Approfittate delle zone pedonali per familiarizzare con la vostra bici e fare delle compere. Non c'è piccolo negozio o atelier in una via stretta o dentro un cortile dove il ciclista non possa arrivare.
    Il ciclista che divide i suoi acquisti in tutti i suoi spostamenti quotidiani ha meno da trasportare ogni volta. Guadagna tempo: lo servono in due, tre minuti e non è innervosito dal pellegrinaggio nelle grandi cattedrali del commercio.
    Sì, il ciclista è il miglior amico del piccolo commerciante. Anche se in occasione della creazione di una pista ciclabile o di una zona pedonale i posti-parcheggio spariscono davanti alla sua vetrina, deve ringraziare questi clienti a due ruote che vengono dai quattro angoli della città sorridendo...
    Inoltre per fare tali acquisti il ciclista non inquina, è silenzioso, non rovina la pavimentazione stradale, quindi fa risparmiare allo Stato. Dovrebbe essere incoraggiato perché sostiene il piccolo commercio e quindi...il lavoro.


    Concludo chiedendomi: noi non viviamo forse di piccolo commercio? è auspicabile tutto ciò nelle nostre zone? in che misura saremmo capaci di impegnarci in merito?

    l'articolo di Mireille Metz è tratto dalla rivista Vélocité - Trad. Antenore Vicari




    permalink | inviato da il 19/5/2007 alle 19:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

    19 maggio 2007

    CRITICAL MASS O MASSA CRITICA


    La massa critica (spesso chiamata col termine inglese critical mass) è un raduno di biciclette che, sfruttando la forza del numero (massa), invadono le strade normalmente usate dal traffico automobilistico. Se la massa è sufficiente (ovverosia critica), il traffico non ciclistico viene bloccato anche su strade di grande comunicazione, come viali a più corsie. Nonostante questa descrizione, la massa critica è un fenomeno di difficile definizione, trattandosi di evento spontaneo privo di struttura organizzativa formalizzata. Il fenomeno si è sviluppato, a partire da San Francisco dove nel 1992 si svolse la prima Critical Mass, in molte grandi città, e consiste appuntamenti convenzionali ("coincidenze organizzate") di ciclisti che attraversano insieme tratti di percorso urbano in sella ai loro mezzi.
    Storia e organizzazione
    La prima volta si svolse a San Francisco, con 48 ciclisti; iniziò alle 6 del pomeriggio, il 25 Settembre del 1992, anche se l'evento incominciò ad essere chiamato Critical Mass solo dal secondo incontro, Venerdì 30 Ottobre (con 85 ciclisti). Il suo nome incominciò ad essere utilizzato per simili ma indipendenti eventi, che iniziarono a crearsi nel mondo intero più o meno nello stesso periodo.
    Il termine Critical Mass fu utilizzato da George Bliss mentre visitava la Cina. Bliss notò che in Cina, sia i ciclisti che i motociclisti, si fermavano agli incroci delle strade, fino a che il numero della massa non raggiungesse una quantità "critica", alchè la massa si sarebbe mossa attrvareso l'incrocio.
    Il termine Critical Mass è anche utilizzato da sociologi, che sostengono che una rivoluzione sociale sia possibile solo dopo che una quantità "critica" di supporto popolare sia assicurato. Questo modo di pensare riflette la,spesso inespressa, ambizione di molti partecipanti alla Critical, che credono che il bilancio della mobiblità nelle città possa cambiare grazie alle bicilette ed altri metodi di trasporto, se questi prenderanno il posto delle auto,ora dominanti.
    La Critical Mass è spesso definita una "coincidenza organizzata", senza leader, organizzatori, o membri. Anche il percorso da seguire durante la manifestazione viene deciso sul momento,spesso da chi è in testa al gruppo, oppure chiunque abbia una propria idea su un percorso possibile, può stampare delle mappe e distribuirle ai partecipanti. Altre volte la decisione del percorso viene presa tramite votazione subito prima che questa abbia inizio. In questo modo il movimento si spoglia di tutto ciò che è implicato nella creazione di una organizzazione gerarchizzata: nessuna struttura interna, nessun capo, niente politica interna, niente direttive di movimento, ecc. Per far esistere una Critical Mass tutto ciò che serve è che abbastanza persone sappiano della sua esistenza e si incotrino il giorno designato per il raggiungimento della massa critica, per occupare tranquillamente un pezzo di strada, in modo da esluderne i mezzi motorizzati.
    Proprio in conseguenza di questa mancanza di gerarchia, è richiesto che i cicloattivisti prendano responsabilità dell'evento, ciascuno individualmente. Per "moderare" il fluire del gruppo, alcune volte dei partecipanti usano una tattica chiamata "corking", che consiste nel bloccare le macchine che potrebbero spezzare l'unità della manifestzione, frammentandola, semplicemente fermandosi con la bicicletta di fronte alle auto, fermandole ad un incrocio, o ad una rotonda, o anche ad un semaforo, quando una Critical stia passando anche a semaforo rosso, fino a che tutto il gruppo non abbia smesso di superarle. Questo permette anche di salvaguardare la sicurezza dei manifestanti.
    Gli "appuntamenti"
    Gli appuntamenti, tipicamente in luoghi pubblici e ad alta visibilità, sono pubblicizzati mediante affissioni, circuiti di amicizie e di attivismo politico, comunicazioni elettroniche, e hanno tipicamente periodicità mensile o settimanale, con l'obiettivo di diventare appuntamenti fissi nella vita di una città.
    A condizione che si presenti una sufficiente quantità di biciclette nel luogo e nell'orario convenuti, queste si mettono in movimento sulle strade urbane formando un blocco compatto, che occupa una o più corsie stradali muovendosi alle velocità tipiche del ciclismo non agonistico (da 10 a 20 Km/h).
    Questo spesso basta a moderare il frenetico scorrimento del traffico urbano, creando oasi di bassa velocità, sicurezza e socialità per i ciclisti. Non sempre le reazioni degli automobilisti al rallentamento sono favorevoli, a causa degli ingorghi che si formano dietro la massa, anche se alcuni apprezzano il temporaneo cambiamento del panorama urbano.
    Onde prevenire lo sfaldamento della massa, alcuni partecipanti possono prestarsi all'attività di corking, ovvero a fermare più o meno gentilmente le automobili alle intersezioni onde evitare che si inseriscano all'interno del corteo ciclistico frammentandolo (e aumentando il pericolo per i partecipanti). Il fine della massa è quello di portare una maggiore sensibilizzazione all'automobilista medio che spesso con guida poco regolamentata rende molto pericolosa la viabilità dei ciclisti delle città. In Italia il fenomeno della massa è molto presente in una città come Milano anche perché non essendoci una rete di percorsi ciclabili, il ciclista è obbligato a viaggiare nella giungla del traffico urbano con tutti i rischi che questo comporta.
    Logistica
    Il numero minimo di biciclette necessario a formare una massa critica varia a seconda delle dimensioni della città, delle condizioni del traffico, del coraggio dei partecipanti, oscillando tra una e alcune decine.
    Non esiste un numero massimo di ciclisti, ma in caso di masse critiche di grandi dimensioni (alcune migliaia di partecipanti) si sono verificati spontanei fenomeni di mitosi, ovvero la separazione in più tronconi di massa critica, che si muovono indipendentemente su percorsi diversi.
    Non vi sono quasi mai percorsi predefiniti, e chi si trova al momento in testa alla massa decide il percorso di volta in volta, tranne in pochi casi in cui le autorità di polizia locale obbligano a definire un percorso per la massa critica. Lasciando il controllo del percorso in mano a "chi si trova davanti", a volte capita che il gruppo al comando decida che fino a quel momento si è andati troppo piano o che il percorso era troppo facile (a una massa critica può partecipare chiunque, anche bambini o anziani) e costringano tutta la massa a seguire il loro ritmo. In casi simili qualcuno si fa avanti e prova a parlare per convincerli a rallentare o tornare in zone meno difficili. Nel caso la diplomazia non dia risultati la soluzione migliore adottata dai ciclisti è dividere il gruppo e lasciare che quelli che vogliono correre vadano a sfogarsi altrove ("Critical Mass non è una gara!").
    Etica
    Ciascun ciclista partecipa alla massa critica con proprie motivazioni, tra cui la voglia di fare un giro in bicicletta, l'impegno ambientalista o per la sicurezza dei ciclisti sulle strade, il gusto anarchico e situazionista dell'atto, il felicitarismo urbano, l'eccesso di testosterone. Questi ultimi sono talvolta protagonisti di episodi di provocazione gratuita a danno degli automobilisti, i quali spesso con poca pazienza e molta maleducazione insultano e inveiscono, facendo delle manovre pericolose con l'automobile piuttosto di aspettare qualche minuto che la massa finisca di passare.
    Talvolta la pratica della massa critica entra in conflitto con le regole della circolazione stradale. Ad esempio, se un semaforo diventa rosso mentre la massa lo sta attraversando, spesso si preferisce privilegiare la continuità della massa,soprattutto per la sicurezza dei singoli ciclisti, e si continua ad impegnare l'incrocio. Ciascun partecipante è responsabile a titolo personale dei propri atti, e quindi decide autonomamente se e quali norme violare. Approfittare della "forza del branco" per lasciarsi andare a provocazioni o vandalismi gratuiti non è generalmente ben visto dalla maggior parte dei partecipanti.
    In caso di difficoltà meccaniche, diverbi con automobilisti, interventi dell'autorità, normalmente i ciclisti sono solidali tra di loro, e almeno qualcuno si ferma a dare appoggio alla vittima.
    Vista la mancanza di organizzazione, di leader riconosciuti, di percorsi predefiniti, la massa critica non può essere equiparata ad una manifestazione organizzata, e questo mette spesso in difficoltà cognitiva le autorità, che non hanno un referente preciso a cui rivolgersi.
    Il fine ultimo di queste biciclettate per la città è comunque quello di essere ogni tanto in compagnia a pedalare nella propria città (tutti i giorni -soli- e una volta al mese -insieme), in quanto normalmente la situazione dei ciclisti urbani in mezzo al traffico è molto precaria dato che l'automobilista tipo è indisciplinato, non rispetta le precedenze, compie manovre pericolose, passa con il rosso, parcheggia sulle ciclabili, apre le portiere senza guardare chi sta arrivando da dietro, e molte altre infrazioni e disattenzioni che rendono ogni viaggio un po' un'avventura.
    Da Wikipedia.it




    permalink | inviato da il 19/5/2007 alle 12:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

    17 maggio 2007

    Tu di che bici sei?




    Mountain Bike, da corsa, ibrida o semplicemente da passeggio...panorami e fondi differenti per emozioni e sensazioni molto forti e diverse, modi diversi di pedalare che allo stesso tempo diversificano e accomunano gli amanti (sportivi e non) delle due ruote. E tu di che bici sei?




    permalink | inviato da il 17/5/2007 alle 20:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

    16 maggio 2007

    Il mondo visto dalla bicicletta


    Salve a tutti, amici della bicicletta e non, questo post non subirà restrizioni tematiche e vorrà raccogliere qualunque tipo di commento intorno il mondo della bicicletta. Saranno benvenuti tutti coloro i quali, in maniera educata,propositiva e, possibilmente non anonima, vorranno lasciare un saluto, un pensiero, un parere, un consiglio. Grazie in anticipo per la vostra partecipazione. Buona pedalata a tutti. Il Gestore.




    permalink | inviato da il 16/5/2007 alle 16:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
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